Un nuovo sito web!

Dopo il primo restyling del sito web La Linea Srl avvenuto nel 2012, Federico Lodesani partecipa alla realizzazione di questa nuova soluzione grafica e tecnica.

Un sito più leggero, maggiore usabilità e comprensione dei contenuti. Più immagini, più interattività con il social network per eccellenza attraverso il link alla nostra pagina di Facebook!
Fateci un giro e scriveteci i vostri parere sulla nostra pagina!

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Non è tutto oro quel che “luce”

Di Luca Fiaccadori

È il caso di scriverlo per quanto riguarda le nuove sorgenti luminose solide, cioè i Led. Oggi il mercato dei Led manifesta due problemi.

Il primo riguarda la mancanza di informazioni tecniche precise e di conseguenza di normative altrettanto precise e rassicuranti: fotometria, resa cromatica, effetto  foto-biologico, sicurezza elettrica, affidabilità e tempi di vita. Tutte le norme e gli standard precedenti vanno completamente rivisti.
Ci si preoccupa di fornire dati sul risparmio energetico, che costituisce il cavallo di battaglia sull’uso delle sorgenti led, ma in pochi casi abbiamo visto pubblicate le analisi relative alle reali efficienze degli apparecchi che hanno invaso il mercato. Per ora i test vengono praticati su emissioni che hanno la durata di un secondo, a “temperatura di giunzione” pari a 25° C.

Il secondo problema è di carattere commerciale: i clienti interessati all’acquisto degli apparecchi che utilizzano sorgente Led, non riescono a capire come mai un elemento prodotto da un’azienda blasonata e che rilascia garanzie adeguate a quanto promette, possa costare anche 50 volte un apparecchio di costruzione e caratteristiche simili. La gran parte degli apparecchi venduti è di scarsa qualità. Spesso i clienti rimangono delusi, in quanto i diodi presentano anomalie che vanno dalla scarsa durata nel tempo, al cambiamento della temperatura di colore.

I LED non solo sono una nuova sorgente di illuminazione, ma rappresentano un cambiamento tecnologico epocale, una radicale trasformazione nell’intero settore, una vera e propria rivoluzione.
E’ riduttivo parlare sempre e solo di efficienza energetica, che rappresenta solo uno degli aspetti peculiari di questa nuova sorgente.
Qualità della luce, flessibilità, possibilità di gestione: questi ed altri ancora, uniti alle nuove tecnologie elettroniche, rappresentano le nuove caratteristiche che ci permettono di sfruttare le potenzialità dei Led.
Quelle potenzialità che potranno essere invece sfruttate da un approccio “trasformazionale” e veramente innovativo, che porterà alla completa ridefinizione degli apparecchi di illuminazione.
Un approccio basato su una profonda conoscenza della tecnologia Led, insieme ad una attenta progettazione ottica e fotometrica che prende le distanze dalla mera “novità” introdotta dal mercato e che serve solo ad alimentare se stessa in una spirale auto distruttiva.

Quando ci sono le rivoluzioni spesso le regole vengono stravolte e senza basi certe è difficile capire la direzione giusta da intraprendere.
Oggi la costruzione di un impianto luci su base DALI rappresenta un’ottima interpretazione delle nuove tecnologie luminose ed elettroniche.

DALI è l’acronimo di Digital Addressable Lighting Interface. È un protocollo standard internazionale sviluppato negli anni ’80, che permette di avere una comunicazione digitale tra le singole componenti di un sistema di illuminazione e la programmazione ed il controllo di ogni singolo indirizzo.
Questo sistema risponde alla sempre maggiore richiesta di regia luminosa in differenti ambienti ed in differenti utilizzi.
Nella gioielleria bisogna valutare il carattere specifico dell’illuminazione.
L’illuminazione deve dare una buona visibilità su tutti gli articoli esposti. I dettagli di colore, taglio e disegno devono essere visibili al primo colpo d’occhio, il che significa che questo è cruciale per stabilire il giusto equilibrio tra i parametri di base per l’illuminazione.
L’illuminazione generale dell’insieme del negozio deve avere un’intensità moderata. Vanno utilizzate lampade che creino un’impressione di colore calda e che diano una buona resa dei colori.
L’illuminazione aggiuntiva deve creare effetti vistosi (messa in valore) sui gioielli. Un gran numero di effetti speciali in una luce calda danno all’ambiente un aspetto esclusivo e particolare.

Il sistema DALI permette la ricerca ed il riconoscimento automatico dei dispositivi collegati:

  • Indirizzamento e controllo: il protocollo individua singolarmente i corpi illuminanti collegati e assegna un indirizzo logico, consentendo così la gestione individuale o di gruppo di ogni indirizzo.
  • Creazione e memorizzazione di scene di luce
  • Dissolvenza: possibilità di gestire il tempo di passaggio da uno scena ad un’altra.
  • Feedback relativo allo stato dei corpi illuminanti e sistema: l’interfaccia DALI riconosce lo stato dei corpi e del sistema inviando un messaggio all’unità di controllo.
  • Sistema aperto che consente il dialogo tra interfacce DALI di costruttori diversi.

Tutto questo rappresenta un aspetto del giusto e corretto utilizzo delle nuove tecnologie.
Per comprenderne le potenzialità è indispensabile una progettazione a monte, che tenga in considerazione le esigenze e le possibilità di ogni singolo cliente.
Per anni si è creduto che la semplice (e poco costosa) operazione di “relamping”, cioè la sola sostituzione delle lampade tradizionali con le nuove a Led, potesse risolvere i problemi di illuminazione, risparmio energetico e produzione di calore.

Purtroppo abbiamo visto (e pagato caro) il fallimento di questa semplice operazione, che andava sì a soddisfare, nell’immediato, la ricerca di minor impiego energetico, ma che dava origine ad una serie di problematiche (impianto elettrico inadeguato, trasformatori che non leggevano le nuove lampade, drammatiche virate di colore dei diodi, mancanza di dissipazione giusta del calore, durata minima degli elementi) che hanno portato a disprezzare gli stessi Led, facendo crescere una sorta di diffidenza di carattere generale e rendendo complicata la proposta di pacchetti che vanno ben oltre alla semplice lampada.

La filiera corta del design

La Linea Srl offre al mercato il concetto di arredo su misura nell’ottica di “filiera corta”. Trattandosi di realizzazioni “sartoriali” e quindi l’una diversa dall’altra in funzione delle esigenze particolari di ogni singolo cliente, la nostra società ha ottimizzato il proprio prodotto, impostando l’organizzazione in modo tale da eliminare tutte le dispersioni energetiche e di danaro.
Questo si è reso possibile grazie all’applicazione del concetto di “filiera corta”:

  • contatti diretti da nostra azienda a cliente finale;
  • sopralluoghi per rilievi e preventive informazioni da parte di nostro personale;
  • progettazione mirata e “su misura”;
  • presentazione del progetto e del preventivo da parte degli stessi operatori che hanno conosciuto direttamente il cliente.
  • produzione ed installazione di arredi da parte di nostra azienda e nostro personale specializzato;
  • produzione ed installazione di serramenti di sicurezza (acciaio ferroso, acciaio corten, acciaio inox, alluminio) e verniciature a polveri epossidiche da parte di nostra azienda consociata; fornitura ed installazione di sistemi d’ingresso scorrevoli elettronici di sicurezza con utilizzo di travi rinforzate con modifiche apportate per soddisfare le esigenze di massima sicurezza previste dalle compagnie di assicurazione, costruite da aziende leader del settore;
  • fornitura ed installazione di cristalli blindati stratificati a trasparenza normale ed extrachiari, con film in PVB e in Policarbonato, provenienti da aziende leader del settore;
  • fornitura degli accessori di sicurezza, quali serrature a comandi elettrici ed elettronici, particolari componenti inerenti alla sicurezza, da parte di aziende partner consolidate sul mercato della gioielleria;
  • fornitura di casseforti a quote standard, su misura, armadi blindati, caveau con trasporto ed installazione da parte di aziende partner consolidate sul mercato della gioielleria;
  • fornitura e posa di strutture in cartongesso, con tinteggiature particolari di finitura, da parte di nostro personale qualificato;
  • fornitura e posa di targhe, insegne e quanto inerente alla comunicazione visiva posto all’esterno ed interno del negozio; strutture visual retroilluminate da esterno ed interno, con nuove tecnologie Led/plexiglass e teli tensotesi con immagini fotografiche; tende esterne ed opere di tappezzeria interna svolte da nostro personale qualificato;
  • proposta ed acquisto di tutti i complementi d’arredo ed accessori modificati ed adattati alle particolari esigenze delle gioiellerie;
  • su richiesta svolgimento di pratiche comunali, permessi comunali e progetti di ristrutturazione immobiliare da parte di nostri Architetti interni all’azienda.

 

Tutto quanto sopra elencato per punti, concorre al contenimento delle energie, concentrando verso un unico referente responsabile (La Linea Srl) tutto ciò che deriva dallo svolgimento di tutte quelle opere finalizzate alla realizzazione del negozio “chiavi in mano”. Una garanzia unica su tutte le componenti.

I costi di trasporto ed organizzazione dei lavori, non esistono solo in Acquisto, ma anche in Vendita: sembra che ben poche aziende commerciali abbiano colto questo concetto come valido anche per loro. Pertanto noi crediamo che un solo interlocutore rappresenti un notevole vantaggio in fatto di dispersione di tempo e danaro.

La filiera corta vuole innanzitutto offrire dei vantaggi concreti proprio a chi compra tutti i vari prodotti. Inutile organizzarci a tal fine se poi i diretti interessati non ne sono a conoscenza.
Naturalmente La Linea srl non esclude la collaborazione progettuale con Architetti esterni scelti dai propri clienti, come con artigiani proposti dagli stessi; al contrario crediamo che il confronto con progettisti e maestranze, affiancati sia in fase di progetto che in fase di realizzazione dei negozi, sia motivo di arricchimento culturale, oltre che di ordine pratico.

Collaborare con consulenti esterni può rivelarsi molto utile per utilizzare una visione “da fuori” e per evitare alcune trappole del pensiero consolidato (“è così che le cose vanno fatte”).
Applicando il concetto di filiera corta, riusciamo ad ottimizzare i tempi di costruzione, che divengono certi e rapidi, oltre che i vantaggi economici, con un unico contratto o capo commessa, che includa in se tutte le responsabilità del lavoro da compiere nella sua globalità.

Tecnologia nel punto vendita

Considerazioni di Luca Fiaccadori

La crisi economica sta mettendo in discussione in modo radicale il nostro “modus vivendi”. Dobbiamo essere disposti a modificare le nostre abitudini, considerando prospettive diverse.Questa crisi profonda lascerà tracce visibili; allo stesso modo deve essere fatta una riflessione critica sui motivi che l’hanno originata e la formulazione di nuove ipotesi implica spesso la necessità di un cambiamento strutturale, anche per quanto riguarda i punti vendita di gioiellerie.Nel 1973 iniziò la vera crisi energetica, in conseguenza della quale i paesi Occidentali iniziarono a pensare ad una società basata su un diverso uso delle risorse e della tecnologia. L’attuale crisi, iniziata alla fine del 2007, prolunga il concetto della precedente, accostandole complesse questioni economiche. In questo caso la crisi non è stata generata dall’impellente mancanza di risorse (nel 1973 ai paesi Occidentali fu drasticamente diminuita l’erogazione di petrolio), ma da un loro presunto eccesso.
Come leggere tutto ciò e rapportarlo alla nostra realtà di retail designers e costruttori di arredi su misura per gioiellerie?
Occorre dilatare il concetto del punto vendita e dello stesso spazio vendita. Per quanto riguarda la nostra professione, crediamo che un grande aiuto possa derivare dalla conoscenza e dalla applicazione di nuove tecnologie che permettono forti risparmi energetici:

impianti con apparecchi di controllo gestionali;
utilizzo di nuovi sorgenti luminose;
utilizzo di elementi interattivi.

Un sistema di controllo intelligente è l’anello che collega esigenze applicative ed apparecchi.
Oggi è possibile connettere tra loro tutti gli apparecchi e macchinari elettrici che si trovano all’interno del punto vendita: dai motori delle serrande, alle macchine che producono caldo e freddo, agli apparecchi di illuminazione, agli elementi che compongono l’impianto di allarme.

E’ possibile canalizzare la loro gestione in un unico elemento ed è possibile controllare tutto ciò in modo remoto, cioè non necessariamente all’interno del negozio, ma da un pc di casa, da un portatile, da uno smartphone o da un tablet. Questo ci permette di avere sotto controllo, anche visivo, la situazione del nostro punto vendita e, nel caso fosse presente un’avaria, conoscere nell’immediatezza il motivo o l’elemento che la produce. Tutto ciò consente di avere grandi vantaggi, oltre che di risparmio energetico e maggiore sicurezza, anche di comfort, grazie alla “gestione ovunque” ed all’automazione dei gesti quotidiani, oltre che di facilità di comunicazione, in quanto questi impianti sono sempre connessi.

Un negozio moderno è come un palcoscenico. Prodotti e marchi vanno in scena, mentre le architetture e le persone che lo gestiscono assumono un ruolo fondamentale. Presentare e vendere oggi è visto come un processo creativo.

La luce è diventata ormai elemento fondamentale nell’architettura e nell’arredo. Nei nostri punti vendita oggi essa può assumere e svolgere varie funzioni:

  • elemento di richiamo, quando illumina la facciata in cui si trova il punto vendita, le insegne e le targhe che ne identificano il logo. Una luce creativa sfrutta la facciata per consolidare la notorietà del marchio nelle ore serali, destando l’interesse del passante.
  • elemento d’illuminazione d’accento quando essa è chiamata a svolgere il compito di enfatizzare, risaltare ed identificare l’oggetto esposto in vetrina. E’ possibile avere la giusta temperatura di colori per ogni tipologia di oggetto esposto, utilizzando lo stesso apparecchio.
  • elemento di comfort quando deve svolgere l’illuminazione diffusa all’interno del negozio. La luce più confortevole è quella con i colori più vicini alla diurna; non deve abbagliare ma deve riflettersi su corpi che sono progettati per diffonderla al meglio.
  • elemento di richiamo e curiosità quando, cambiando d’intensità e di colore, deve svolgere il compito di stupire il cliente. Dallo stesso apparecchio può uscire luce con tonalità e colori diversi, programmabili con temporizzatori e non solo nelle oreserali.
  • elemento di sfondo e diffusione quando è inserita in soffitti, pareti o mobili tramite pannelli di PMMA omogeneamente retroilluminati. Queste superfici, anche ampie, sono veri apparecchi di illuminazione ultrapiatti, customizzabili, diffondenti una luce ad emissione morbida di tipo “lambertiano”.
  • elementi di segnalazione quando la loro presenza è richiesta per indicare uscite di sicurezza o per sopperire all’illuminazione ambientale in caso di mancanza di corrente elettrica.

 

Le nuove tecnologie propongono risparmi energetici reali che arrivano fino ad un 70% sull’energia richiesta da un negozio tradizionale.
Questo è reso possibile dalla sinergia tra i nuovi apparecchi di illuminazione a LED, grazie alla loro dimmerabilità, alle loro caratteristiche che permettono ad un solo apparecchio di svolgere diverse funzioni, con le nuove centraline elettroniche di controllo di gestione. Le caratteristiche innovative di questi apparecchi sono inoltre pensate per diffondere benessere nell’ambiente in cui sono inserite, costruite con sensibilità ed attenzione nel rispetto della sostenibilità, tendenza in forte aumento in quanto importante economicamente, socialmente ed ecologicamente. E’ indispensabile proporre questi apparecchi legati ad un concetto di sinergia ambientale e legati ad un piano di ammortamento che ne giustifichi l’ancora lato costo di acquisto.
Ai nostri clienti deve essere spiegato nei dettagli i pro e i contro di queste scelte, al fine di renderli consapevoli che spesso un risparmio iniziale dovuto all’utilizzo di prodotti tradizionali o, peggio, all’acquisto di prodotti di cattiva qualità non crea risparmio, ma al contrario, serve solo per creare una mentalità sbagliata di approccio a queste nuove tecnologie.

L’utilizzo di sistemi interattivi con contenuti digitali, all’interno dei nostri punti vendita, ci permette di creare esperienze dinamiche e coinvolgenti di interazione con i clienti. In tal modo si migliora il rapporto comunicativo tra dettagliante e cliente, in quanto la comunicazione bidirezionale permette di ottenere risultati superiori in termini di informazione, pubblicità e decisione all’acquisto.

Questi “oggetti interattivi” possono avere varie forme, dimensioni e collocazioni:

  • verticali, dall’aspetto identico ad un monitor ed applicati all’interno di una vetrina a ridosso del cristallo blindato del serramento. In questo modo si permette la consultazione, stando all’esterno del negozio, dei prodotti ed inoltre la possibilità di interagire personalizzando un prodotto a scelta, oltre che di lasciare la propria e-mail per preventivi ed aggiornamenti.
  • orizzontali, dall’aspetto di un tavolo e con il piano su cui poter svolgere le stesse funzioni del primo; se collocato in posizione centrale al negozio, oltre a creare curiosità, avrebbe la funzione di presentare le brochure dei brand che si commercializzano.
  • in verticale come sfondi delle vetrine interne al negozio e con comandi frontali ad esse in modo di interagire senza toccare lo schermo. In questo modo il contenuto di immagini sarà relativo esclusivamente al brand esposto in quella sola vetrina.

Tutto questo finalizzato a trasformare il punto vendita in qualcosa di dilatato rispetto all’area fisica che occupa.

Queste nuove tecnologie permettono di ottenere un contatto diverso con la propria clientela, rimanendone in qualche modo legati, per adattarsi alle loro esigenze e rispondere alle loro richieste.
Non solo risparmio energetico, ottimizzazione degli impianti, personalizzazione del punto vendita, ma anche possibilità di ricevere informazioni più dettagliate sul singolo cliente, sulle proprie preferenze per capire in modo approfondito le tendenze di mercato del territorio in cui si posiziona il punto vendita.
La tecnologia permette quindi di controllare in modo puntuale, preciso e dettagliato tutto ciò che riguarda il nostro negozio, rendendolo più competitivo ed attraente, permettendo di risparmiare energia e denaro, elementi determinanti per affrontare il mercato difficile di questi giorni.

Potete leggere questo articolo integralmente al seguente link
http://www.orafidettaglianti.it/tecnologie-per-risparmiare-e-migliorare-il-punto-vendita/

Innovazione nel punto vendita

Considerazioni di Leonardo Cilia

Sono molti anni oramai, in qualità di relatore, che partecipo agli interventi organizzati  presso le associazioni della Federazione  con lo scopo  di proporre agli operatori al dettaglio  le logiche di un percorso teso a modificare o solo trasformare i loro punti vendita con limitati investimenti.
Spesso gli operatori orafi quando si parla di innovazione, pensano subito a forti investimenti, anche se delle volte avviene che rinnovino il loro negozio senza avere idee precise su come modificarlo, affidandosi alle mani, seppure esperte, di architetti o produttori di arredi.

Un cambiamento non è solo fisico e può essere ottenuto anche con limitati investimenti attraverso la “rivisitazione” della propria politica commerciale in relazione alle caratteristiche della zona, alla viabilità e alla ubicazione del punto vendita e alla offerta –  posizionamento del punto vendita e dei suoi concorrenti; occorre che l’operatore orafo si chieda se il suo punto vendita è in grado di soddisfare le esigenze del consumatore e quali sono gli elementi che lo differenziano dai concorrenti, così da poter essere preferito a questi; e se non lo fosse, è necessario adeguarlo a cominciare dall’assortimento, dalla vetrina, dal modo di rapportarsi al cliente, prima di pensare a “esborsi- investimenti”

Da qui la necessità di effettuare l’analisi della cosidetta trading area la quale rappresenta la prima tappa, la base su cui verificare i punti forti- deboli del punto vendita rispetto ai consumatori e ai concorrenti e per valutarne le performance di clientela- vendite in rapporto alla potenzialità dell’area.

E’ da questi approfondimenti che derivano  suggerimenti sul posizionamento e sulla politica commerciale del punto vendita nella trading area; questo è anche un momento di innovazione culturale dell’operatore orafo in quanto l’approccio seguito lo spinge a “guardare alla cose” in modo diverso e abbandonare atteggiamenti di mero immobilismo- conservatorismo.

Il posizionamento del punto vendita e la sua politica commerciale sono strettamente legate ai cambiamenti nel modo di acquistare del consumatore, in generale e specificatamente per i prodotti orafi.

In generale, l’attuale congiuntura economica (e la sua probabile continuazione nel tempo), ha modificato sostanzialmente il comportamento d’acquisto dei consumatori; dall’iniziale frenata alla tendenza di spostamento dei consumi verso l’alto, caratteristica di una economia in espansione, con la fine del secolo si è fatta netta la dicotomia fra trade up e al trade down, cioè la radicalizzazione del comportamento d’acquisto verso prodotti di alto prezzo e valore, che rappresentano una gratificazione – un premiarsi, e l’acquisto di  prodotti di basso prezzo- convenienti rispetto al loro contenuti di valore, che rappresentano il quotidiano pur nella loro non banalità- distintività.

Per i prodotti orafi, inoltre, la caduta d’interesse dei giovani verso l’oro che viene percepito come vecchio- superato e il forte orientamento degli stessi giovani verso la marca (anche qui la dicotomia che vive il punto vendita: è la marca che porta il cliente nel punto vendita orafo o  è questo che attira il cliente per la sua capacità di proporre una gamma di prodotti non necessariamente di  marca)

A fronte di queste situazioni, si può avere un atteggiamento di “rimpianto di un’epoca”, che porta inevitabilmente fuori mercato, o si può prendere atto del cambiamento e cercare di cambiare il modo di operare del punto vendita nel mercato e nella filiera orafa.

In primis sarebbe opportuno attivare la collaborazione- confronto con altri operatori orafi per “fare massa critica” nella filiera (acquisti comuni, promozioni comuni, eliminazione di invenduti, stock di impianto comuni, organizzazione di manifestazioni, potrebbero essere le prime azioni), a cui far seguire la re-definizione dei posizionamenti dei punto vendita nel micromercato con le conseguenti ri-composizioni degli assortimenti in rapporto alle attese dei consumatore e l’applicazione  di tecniche di visual merchandising alle vetrine; il tutto per attrarre- richiamare l’attenzione dei consumatori alle proposte del punto vendita adeguate alle esigenze della crisi, pur essendo sempre finalizzati ai bisogni ornamentali delle persone.

Sono scelte che necessitano di una forte “attenzionalità” dell’operatore orafo, una voglia di provare nuove strade rispetto al passato, di impegnarsi “creativamente” nella gestione del proprio negozio; anticipare, anche sapendo di poter sbagliare, per evitare di essere “travolti” dai nuovi comportamenti del consumatore e dalle azioni di innovazione di concorrenti diretti ed indiretti (rappresentati questi da altre tipologie di beni a cui i consumatori si rivolgono soprattutto quando non percepiscono la “presenza” del settore orafo).

Vi aspetto per approfondire questi argomenti.

Restyling Golg Gallery

A soli tre anni dal completo rifacimento del negozio, il cambio di proprietà del centro commerciale ha imposto l’innalzamento della quota serranda per dare più slancio e visibilità all’interno del punto vendita, seguendo un piano di ammodernamento dei propri centri.

In soli due giorni, peraltro entrambi festivi e contando sulla notte, il lavoro è stato portato a termine grazie all’organizzazione e disponibilità delle aziende che hanno partecipato.

La società Samarcanda spa proprietaria dei brand Gold Gallery e Gallery Trend, nella persona dell’ amministratore delegato sig. Palermo Francesco, coglie la sfida dell’investimento “continuo” dei propri punti vendita, dando origine a negozi in costante trasformazione, sia per quanto riguarda l’aspetto estetico che le proposte di mercato.
Esempio di come si debba sostenere la propria attività, credendoci, nonostante ci si trovi in un periodo di forte “ostilità economica”.

Elementi del restyling

  • cambio posizione della nuova serranda, sia in quota che in profondità;
  • modifica dei mobili costituenti l’isola espositiva;
  • tinteggiatura completa, con adeguamento dei nuovi colori al family life del brand;
  • cambio del sistema di illuminazione degli espositori centrali; nuova insegna luminosa.

Accordo con Federpreziosi

Saper vendere un prodotto significa comunicarne sapientemente  le sue caratteristiche e le sue qualità. Nel caso di un oggetto prezioso questo assioma diviene fondamentale.

Molti affermano, con cognizione di causa, che da ogni gioiello trapelano emozioni.
E’ indubbiamente vero.
Le emozioni, per essere ancor più precisi, derivano, anche, da una corretta descrizione delle caratteristiche di un monile prezioso;
Le  parole di un “sapiente” dettagliante orafo devono  suscitare interesse, piacere nell’osservare quanta maestria è insita in ogni oggetto che viene mostrato.
Il jewellery retailer, per usare un termine anglofono  tanto in voga negli ultimi tempi, deve coinvolgere, in poche parole, il suo interlocutore e nel contempo deve metterlo a suo agio e facendoli vivere l’atmosfera del suo negozio.
Oggi un negozio è come un palcoscenico, sul quale prodotti e servizi entrano in scena. Oltre al prodotto, quindi, un allestimento ben progettato diventa fattore predominante per condizionare positivamente l’esito di una vendita.  L’arredamento e tutto ciò ad esso connesso,  rappresentano gli elementi insostituibili di una gioielleria con la G maiuscola.
L’arredamento deve essere ben calibrato,  rispecchiare l’identità della gioielleria, essere ben progettato, garantire che i preziosi esposti e mostrati al clienti diano il meglio di sé e suscitino interesse nell’interlocutore.
D’altro canto un buon arredamento è la combinazione, tutt’altro che semplice,  tra  marketing, psicologia della percezione, conoscenza delle tecniche e delle tecnologie di progettazione. Tutti fattori  che conferiscono alla gioielleria il giusto “tono” e la giusta dimensione per un corretto posizionamento sul mercato.

Il punto vendita  deve stimolare emozioni per coinvolgere il possibile cliente in un’esperienza già di per sé appagante, per sancire una posizione incontrastata nell’album dei  ricordi più belli.
Consci di tutto ciò la Federazione, nell’interesse degli associati, ha sottoscritto un accordo di partnership con la Linea Srl, azienda leader nel settore arredamento per gioiellerie con una esperienza pluriennale al servizio del dettaglio orafo.
Luca Fiaccadori, socio de La Linea Srl insieme all’amico Mauro Villambrosa,  al dinamismo imprenditoriale, che lo contraddistingue,  profondo conoscitore  delle dinamiche di comparto è convinto che la gioielleria “deve  trasformarsi in un luogo di permanenza, ove si deve respirare un’atmosfera rilassante e di apertura, contrastando la percezione di chiusura ed esclusività riconosciuta all’esterno”,
“Il possibile acquirente avverte l’esigenza, inconscia, di percepire emozioni legate  non solo al possesso derivante dalla fisicità dell’oggetto, ma anche all’esperienza che l’acquisto determina. In una sorta di schema esperienziale e sensoriale di acquisto”.
L’accordo tra la Federazione e la Linea Srl oltre alla possibilità di poter contare su interlocutori collaudati e conoscitori del proprio mestiere prevede consulenze personalizzate, riduzioni nell’ordine del 5% sui preventivi per gli associati e l’organizzazione di workshop da tenersi sul territoriali aperti agli operatori associati – il cui calendario sarà reso noto tramite le pagine dei sito della Federazione – che verteranno sui seguenti argomenti:

  • Tecnologia e punto vendita. Quali vantaggi?
  • Il punto vendita come luogo di esperienze
  • L’interattività con il cliente uno strumento per valorizzare la cultura di prodotto